5:05 am - giovedì gennaio 18, 2018

Prelievi forzosi sull’Imu, la protesta del sindaco Vetere

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Il sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, sui prelievi forzosi. Nel 2016 su un 2milioni e 800mila euro, il Comune ha incassato solo 230mila euro.

SANTA MARIA DEL CEDRO – La protesta parte da Santa Maria del Cedro, ma mai come in questo caso il problema riguarda tutti i comuni. Parliamo delle trattenute che l’Erario impone sull’Imu, tassa che i cittadini conoscono bene e che in alcuni Enti alto tirrenici è al massimo. Nonostante tutto, la maggior parte delle entrate vengono trattenute dallo Stato e poco torna nelle casse dei comuni impositori; tant’è che da tassa municipale, l’Imu si è trasformata in una imposta statale che viene poi “spalmata” sul territorio nazionale a sostegno dei comuni “più poveri”.
Il meccanismo è questo. L’Erario calcola il “fabbisogno” del comune in base alle residenze effettive, laddove ci sono più seconde case che cittadini si genera un certo surplus. Gran parte di questo finisce in un fondo di solidarietà comunale, dal quale i soldi vengono trasferiti agli Enti in difficoltà che non hanno una risorsa preziosa come le “seconde case”.
Come sappiamo, in ogni comune della Riviera dei Cedri le seconde abitazioni abbondano. Di qui la protesta del sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, che parla di un vero e proprio scippo ai danni dell’Ente. “Basti pensare – scrive il primo cittadino – che tutto questo ha portato a un dato allarmante, su un totale di 2milioni e 800mila euro di Imu che il comune dovrebbe incassare, nel 2016 ne sono arrivati solo 230mila”.
Un’altra anomalia del sistema è la seguente. L’Erario non calcola le trattenute sul totale dell’imposta realmente incassata, ma su quanto dovrebbe incassare, sul cosiddetto previsionale, frutto della somma di tutti gli immobili sottoposti a Imu. Fatto sta che lo Stato preleva immediatamente i soldi dalle casse del comune, sarà poi l’Ente che dovrà rivalersi sugli evasori. Insomma, parliamo di un sistema ingarbugliato e anomalo che da anni viene denunciato dai sindaci del territorio, ma al quale ancora nessun Governo ha messo mano.
Anche questo argomento sarà oggetto della prossima campagna elettorale?
Certamente, le preoccupazioni di Vetere, come degli altri sindaci, si rivolgono altrove, perché amministrare senza soldi vuol dire occuparsi della sola gestione ordinaria, senza dar spazio a programmi di sviluppo.
Dopotutto, i sindaci non chiedono altro di poter amministrare le loro risorse. L’Imu era nata con questo intento, e avrebbe dovuto togliere di mezzo i trasferimenti statali, in favore della totale autonomia dei comuni.
Qualcosa, però, si è perso per strada.

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