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Ipoteca sul porto, l’ombra del MPS

376 Viewed Gaetano Bruno 0 respond

Diamante, dagli atti della commissione consiliare viene fuori l’ipoteca sul porto. Il movimento popolare verso un incontro allargato con la popolazione per organizzare proteste e manifestazioni

Pende un’ipoteca di 5milioni di euro sul porto di Diamante.

La notizia è stata divulgata ieri nel corso della terza riunione del movimento popolare dal consigliere di minoranza del gruppo Diamante Futura Giuseppe Pascale che ha presentato i risultati del lavoro della consulta.
In pratica la Ati Icad Diamante blu srl ha contratto un mutuo con il Monte dei Paschi di Siena ponendo a garanzia – si legge tra i documenti – “il costruendo porto”.

Insomma l’opera si sarebbe dovuta fare un po’ coi soldi della Regione che non chiede conto di cosa sia stato fatto con quei denari dei cittadini, e un po’ con i soldi della banca – garantiti direttamente dal socio di maggioranza della Diamante Blu srl Graziano Santoro e per il 33% da Invitalia e comunque la banca poteva stare tranquilla perché a garanzia del finanziamento c’era direttamente l’opera che con quei soldi si doveva costruire.

Già vista così, a naso, la cosa non sembra quadrare più di tanto. Quello che più preoccupa però è la situazione economica della società e di Santoro evidenziata dalla commissione consiliare di inchiesta e che di fatto conferma che l’opera è destinata a rimanere una chimera.

Ma perché di fronte a questa evidenza l’ingegnere Zinno non prende provvedimenti?

Eppure secondo il contratto è proprio il committente – ovvero la Regione Calabria – ad avere il diritto-dovere di controllare in modo costante il possesso dei requisiti economico-finanziari e tecnici previsti nel bando e nel contratto.

La popolazione continua a battere su un unico tasto: riappropriarsi dell’area. Che si arrivi a questo risultato tramite una rescissione del contratto, tramite una revoca o un mancato rinnovo della concessione poco importa.
Dopo quasi 20 anni dal 1999 quando venne appaltata l’opera e dopo quasi dieci anni dall’inizio dei lavori – era il 2009 quando si parlava di un porto che da li a poco avrebbe visto la luce – si inizia a sentire la necessità di porre la parola fine a questo tormentone.

C’è però da valutare un altro aspetto e cioè capire come si può evolvere la questione dal punto di vista legale.

Perché in un Paese come l’Italia dove tutto può accadere non sarebbe da escludere che sia proprio la ditta ad adire le vie legali qualora si procedesse ad una rescissione.
Secondo quanto emerso dall’incontro di ieri l’ultima valutazione del progetto è stimata in 10milioni di euro.

Valutazione che anche la Regione Calabria avrebbe confermato per un progetto che al 90% è ancora tutto su carta e che fa temere possa arrivare una nuova proroga sul cronoprogramma per calmare le acque e avvicinarsi a nuova scadenza elettorale.

Certo perché non bisogna dimenticarsi che su questa vicenda se ne sono giocate diverse campagne elettorali a vari livelli che hanno interessato, evidentemente non fino in fondo, anche la magistratura.

Intanto il movimento si è dato appuntamento a domenica prossima per continuare l’opera di informazione nei confronti dei cittadini e aggregare il disappunto verso una serie di manifestazioni che possano far rumore.

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