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Noi con Salvini a Tortora, pronti per scendere in campo

118 Viewed Martino Ciano 0 respond

Ieri incontro in sala consiliare con i dirigenti di Noi con Salvini. Il senatore Raffaele Volpi: “Il nostro movimento è una scommessa per il cambiamento”.

TORTORA – “Siamo stati per anni il sindacato del nord Italia, ora vogliamo esserlo di tutta la nazione”. Così il senatore Raffaele Volpi, vicepresidente nazionale di Noi con Salvini, che ha partecipato all’incontro tenutosi, ieri pomeriggio, presso la sala consiliare di Tortora. Al suo fianco anche il coordinatore regionale del movimento, Domenico Furgiuele; quello della provincia di Cosenza, Bernardo Spadafora; e quello del circolo cittadino, Luigi Morrone. Ad aprire l’incontro il Presidente del consiglio comunale di Tortora, Generoso Dulcetti; e il sindaco, Pasquale Lamboglia.
Tutti d’accordo sull’ottimo lavoro svolto finora dal coordinatore di Noi con Salvini di Tortora, Luigi Morrone. Settanta iscritti non sono pochi, soprattutto se al centro “ci sono temi importanti e che possono cadere in facili strumentalizzazioni” quali la sicurezza, il controllo dell’immigrazione, la riscrittura delle regole europee che hanno distrutto l’economia italiana.
Insomma, il programma del movimento è chiaro: difendere l’Italia da un’aggressione che ne sta minando le basi sociali. “Se questo vuol dire essere populisti – ha detto Volpi – allora ne siamo fieri. Non possiamo essere moderati. In questo momento ci vogliono scelte decise”.
Si è discusso molto anche delle motivazioni che hanno spinto il movimento leghista, concentrato nella difesa degli interessi del nord, a diventare un partito nazionale.
“Nel 2014 – ha detto Volpi – abbiamo avviato questa scommessa, non per interessi di poltrona, tantomeno per scrollarci di dosso il passato o gli scandali, ma perché abbiamo deciso di dar vita a un discorso incentrato sui valori. Per troppo tempo, in Italia, la politica è stata serva delle teorie economiche, ma ha perso di vista le persone. Il risultato è quello che vediamo oggi. L’Italia è un paese che non ha più sovranità”.
Forti anche gli appelli del coordinatore regionale, Domenico Furgiuele, e di quello provinciale, Bernardo Spadafora, che hanno raccolto la sfida di abbracciare un movimento di “marca nordista”.
“Siamo stati presi in giro, siamo stati definiti traditori e venduti – hanno spiegato – ma alla fine, molti sono entrati a far parte del nostro movimento perché alla base della nostra politica ci sono temi che interessano le persone. Noi non ci chiudiamo dietro i proclami e non siamo qui per chiedere voti, anche se le elezioni sono alle porte, siamo qui per spiegarvi il nostro progetto di rinascita”.
Concetti ribaditi anche dal coordinatore cittadino, Luigi Morrone, forte dei settanta iscritti della sezione tortorese, ma non per questo vuole dormire sugli allori. L’obiettivo, infatti, rimane quello di continuare a penetrare nel tessuto sociale, in nome di quella rinascita locale, di cui si sente il bisogno.

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