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Sanità in Calabria, domani a Roma la resa dei conti

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Domani martedì 5 dicembre il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, incontrerà il Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin. In ballo c’è il commissariamento.

SANITA’ – Il fallimento del commissariamento in Calabria è stato certificato. In sette anni nulla è cambiato. Inoltre, il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha ben trecentocinquanta sindaci dalla sua parte, pronti a scendere in campo al suo fianco. Forte di questi numeri, il Governatore si presenterà domani, martedì cinque dicembre, a Roma, al cospetto del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
La politica si muove, quindi, è pronta a fare la parte del leone e di portare qualche buon risultato a casa. Infatti, sul banco degli imputati verrà messo proprio il bilancio di un commissariamento che invece di migliorare ha peggiorato le cose. Lo dicono i dati e lo ripetono da tempo tutti i partiti politici, soprattutto il Pd, che non vuole fare una magra figura in Calabria. Pesanti le responsabilità dei democrat, inutile negarlo, soprattutto nella nomina di Massimo Scura, che da “amico” è passato sul fronte di un rigorismo, che ha messo in ginocchio l’intero comparto. Rigorismo, non nei confronti dei conti, sia ben chiaro, visto che i numeri non lo salvano, ma verso coloro i quali hanno spinto per scelte di “apertura”.
Dalla conferenza dei sindaci, tenutasi mercoledì scorso, a Catanzaro, è risultato chiaro che questa sarà l’ultima chance prima di andare verso le proteste informali, per capire quali saranno bisognerà aspettare l’esito di domani. Nessuno si attende qualcosa di simile ai moti di Reggio Calabria, avvenuti tra il 1970 e il 1971, anche se qualcuno li invoca.
Il consigliere regionale alto tirrenico, Giuseppe Aieta, invece, punta proprio sulla voce dei sindaci, che hanno partecipato in massa all’incontro del 29 novembre. Per alcune zone la sanità è un tabù, ci sono aree a rischio nelle quali il diritto alla salute è stato cancellato. Inutile dire che anche a Praia a Mare la tabella di marcia del ripristino della struttura è ferma al 3 novembre, giorno dell’inaugurazione, poi nulla più, e ciò preoccupa anche i primi cittadini che ci hanno messo la faccia, forse tirati in ballo dall’ottimismo del Governo regionale.
Insomma, tutto rimandato a domani, in attesa di buone notizie.

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