3:13 pm - mercoledì dicembre 16, 9671

San Nicola Arcella, demolizione delle opere in zona Tufo-Arcomagno

412 Viewed Martino Ciano 0 respond

Il Comune emette ordinanza di demolizione delle opere in località Tufo-Arcomagno. La soddisfazione di Italia Nostra.

SAN NICOLA ARCELLA – La battaglia dell’associazione Italia Nostra Alto Tirreno cosentino era iniziata nella primavera scorsa. Critiche se ne è attirate tante, ma poi è stato il Comune di San Nicola Arcella ad intervenire e si è giunti all’ordinanza del 6 settembre scorso, con la quale ordina al privato la demolizione di alcune opere abusive realizzate in assenza di titolo abilitativo in località Tufo-Arcomagno.
Tutto è nato dal sopralluogo del cinque maggio scorso congiuntamente eseguito dall’Ufficio tecnico del Comune di San Nicola Arcella, la Soprintendenza e la Provincia di Cosenza. Tutto è iniziato dalle segnalazioni di Italia Nostra, che chiedeva interventi su quel cancello che sbarrava l’accesso alla Spiaggia della Grotta del Prete.
Pertanto, secondo quanto scritto nell’ordinanza, bisognerà demolire: un cancello in ferro posto su una scala a due rampe che permette la salita sul costone roccioso e quindi, dopo un percorso, l’accesso alla spiaggia della Grotta del Prete. Una prima scala in cemento della lunghezza di quasi 27 metri, con successivo percorso pedonale in terra battuta, parzialmente pavimentato in cemento, della lunghezza di 200 metri, ed opere di urbanizzazione, ossia, sette pozzetti. Una seconda scala in cemento con gradini irregolari della lunghezza di 40 metri, che conduce alla spiaggia della Grotta del Prete di San Nicola Arcella. Tre strutture, con panchine dotate di coperture lignee fissate al suolo con cemento e puntelli in ferro, ubicate lungo il percorso pedonale. Un cancello in ferro posto all’interno della Grotta del Prete.
“Trattandosi di area sottoposta a tutela paesaggistica – si legge inoltre – inserita in un contesto di particolare pregio ambientale tra i più noti della nostra regione, la questione riveste particolare interesse nella pubblica opinione ed è all’attenzione di quanti sono impegnati nella salvaguardia di tali luoghi”.

Ospedale di Cetraro, a ferragosto non si nasce

Masseria Melodoro, una storia da raccontare

Related posts