11:30 pm - domenica ottobre 22, 2017

Tortora-Ajeta-Praia, un grande e unico comune da proporre

726 Viewed Martino Ciano 0 respond

Non sarà semplice come per il calcio, ma i tempi sembrano maturi per parlarne. Unire i tre comuni per ridare dignità alla periferia della Calabria alto tirrenica.

POLITICA – Ci sono campanilismi e campanilismi, alcune volte servono, altre volte sono sterili. C’è un’identità comune che si chiama Tortora, Ajeta e Praia a Mare, che dal punto di vista amministrativo è rimasta divisa, ma nella mente dei residenti non ha mai avuto ostacoli, anzi, è sempre stata indivisibile.
In questo “affare” della fusione in un comune unico tutti hanno da guadagnarci. Tortora con la sua storia ben radicata; Praia a Mare con il suo appeal turistico; Ajeta con il suo affascinante “isolamento”. Se si considerano queste realtà per ciò che sono, il territorio ha già vinto. Dal punto di vista tecnico-amministrativo, la fusione di tre realtà vorrebbe dire maggior forza contrattuale e, soprattutto, una maggiore possibilità di attrarre investimenti.
Se guardiamo bene, Tortora, Ajeta e Praia a Mare hanno peculiarità diverse, ma poco sfruttate; eppure, alla base, sono unite dalla stessa vocazione, che però non riesce ad essere sfruttata a pieno. Il motivo: le forze sono esigue e molte sono state spinte all’emigrazione. In questo modo, il territorio si dà la morte.
Logicamente, non è un progetto che può essere discusso per le strade, ma dev’essere affrontato con pazienza e rigore. Anche il facile entusiasmo può essere altamente distruttivo. Fatto sta che bisognerebbe tirare le somme, darsi un obiettivo e spingere, affinché alla contiguità del territorio e alla comune appartenenza si dia una necessaria consacrazione.
In questi giorni, un esempio ce l’ha dato il calcio locale, con l’unione del Tortora e del Praia in un’unica società sportiva. Come detto, non è la stessa cosa, ma potrebbe essere un punto di partenza. A coloro che temono di perdere qualcosa di prezioso, ricordiamo che i tre comuni, rimanendo ognuno per conto proprio, stanno già perdendo tutto.
Inutile gettarsi in progetti di riqualificazione, in gare di abbellimento del proprio orticello, perché se il proprio vicino decade, tutto è destinato alla rovina. Il degrado è un divoratore lento, mai sazio, sempre affamato.
È una sfida che si può vincere, che lanciamo con molta umiltà.

[OPINIONI ALLA REDAZIONE] Storie, ecco come è nato Apocalyptic pictures in Praia a Mare”

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