8:45 pm - martedì ottobre 17, 2017

Pendolari abbandonati, odissea a Cosenza

296 Viewed Manuela Passarella 0 respond

Trasporti, calvario ieri a Cosenza per il viaggiatori ferroviari. Il Comitato Pendolari del Tirreno cosentino denuncia: “Ci hanno abbandonati”.

Cosenza e Provincia, primo agosto 2017, quasi 40 gradi, linea ferroviaria, disservizi, ritardi e soprattutto silenzi.
E’ il riassunto della giornata da incubo segnalata dal Comitato Pendolari del Tirreno cosentino. Nel pomeriggio di ieri infatti, il ritorno a casa o comunque il passaggio dalla stazione di Cosenza è stato un vero e proprio incubo. A partire dalle ore 15 infatti sono iniziati i primi problemi per il blocco totale dei treni in partenza dalla stazione bruzia.
Centinaia di viaggiatori, lavoratori pendolari e turisti sono rimasti bloccati sui marciapiedi ad oltre 40 gradi, abbandonati perché nel corso delle quasi quattro ore di disservizio non hanno ricevuto né informazioni su quanto stava accadendo e cosa fare, né assistenza da parte del personale di Trenitalia. Istituire navette alternative, neanche a parlarne.
Quasi quattro ore così. I disservizi infatti sono durati fino alle 18.50. La situazione si è ribaltata solo dopo che i pendolari e i turisti, stanchi e spazientiti hanno iniziato una vibrante protesta per la quale è intervenuto il corpo di Polizia.
Da qui i viaggiatori hanno iniziato ad avere le prime notizie sui treni in partenza.
Il comitato pendolari ha denunciato, tramite una nota, la vicenda agli organi di stampa e noi ci chiediamo, ancora una volta, come sia possibile che il trasporto ferroviario in Calabria, soprattutto in questo periodo venga trascurato in questo modo.
Il tutto va condito con gli ulteriori tagli e cambi di orario decisi da Trenitalia per il periodo estivo, che cozzano completamente con le esigenze dei trasportati.
La risposta è sempre la razionalizzazione del servizio, e paradossalmente l’aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti.
Il comitato Pendolari Alto Tirreno Cosentino chiude la nota riservandosi di presentare un esposto in Procura per interruzione del pubblico servizio. In un periodo che la Calabria dovrebbe dare il meglio di sé, riesce sempre a palesare le inefficienze sulla mobilità.

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