11:28 pm - domenica ottobre 22, 2017

Inferno sul Tirreno cosentino, le fiamme lambiscono le abitazioni

788 Viewed Manuela Passarella 0 respond

Cronaca, inferno di fuoco sul Tirreno cosentino, fiamme da Tortora a Scalea. Pericolo per le abitazioni, forze insufficienti per gli interventi

Era nell’aria già dalla mattina. Non che gli incendi non stessero imperversando tra alto Tirreno Cosentino, Golfo di Policastro e Lagonegrese da giorni ormai. Ma ieri, domenica 16 luglio è stato diverso. Già nella sera di sabato una leggera brezza si è levata sul territorio, e in mattinata è diventata un vento che non prometteva niente di buono.
Le immagini che vi forniamo sono state girate oltre che da professionisti anche da amatori e volontari che si trovavano sui luoghi dei disastri. Quelle del post incendi sono una desolante distesa di nero e fumo che lasciano interdetti e arrabbiati.

La prima a prendere fuoco è stata la montagna sul confine sud di Maratea che ha bruciato per quasi tutto il giorno.
In tarda mattinata è stato il turno della pineta di Aieta: dopo ben cinque interventi con le fiamme che si sono avvicinate al centro abitato e che anche essere state domate, grazie a volontari e operai del Consorzio di Bonifica ex Valle Lao e Vigili del fuoco, continuavano ad alimentarsi a causa delle folate di vento. Soltanto oggi si può dire che la situazione è tornata sotto controllo.
Per non parlare di tutti i territori montani, Santa Domenica Talao, San Nicola Arcella e ancora Aieta, più difficili da raggiungere e, con priorità inferiore rispetto al pericolo che a bruciare fossero le case, visto la scarsità di uomini e mezzi per gli interventi.
Ancora tra le fiamme il territorio al confine tra Praia a Mare e Aieta nei pressi della strada provinciale 13 che nella notte è stata chiusa al traffico.

Le situazioni più critiche invece sono state a Scalea e Tortora con il fuoco che ha raggiunto le abitazioni. Nella città di Torre Talao, ci hanno raccontato alcuni testimoni oculari, l’incendio è scoppiato nel giro di pochissimi minuti durante la processione della Madonna del Carmelo. Evacuate le abitazioni, vigili del fuoco in difficoltà, fiamme che sembravano voler divorare ogni cosa.
Stesso scenario in contrada Rosaneto a Tortora. Qui due i focolai, uno sceso verso il fiume Noce e visibile dalla Fondovalle 585 un altro che ha raggiunto le abitazioni nel giro di 20 minuti.
Fortunatamente l’intervento di alcuni volontari ha salvato la situazione, con il supporto degli operai comunali giunti sul posto con l’autobotte di proprietà dell’ente.

Inutili le chiamate alla centrale operativa dei vigili del fuoco che non potevano fare nulla dato che le squadre erano impegnate in tutta la provincia di Cosenza, se non suggerire di abbandonare le abitazioni nel caso in cui ci fosse pericolo di vita.
La carenza di uomini e mezzi che contrastino il pericolo causato dagli incendi sta diventando un problema serio che mette in pericolo l’incolumità delle popolazioni. Si possono fare tutte le convenzioni che vogliamo ma è l’organizzazione delle – poche – risorse che sta mostrando tutti i suoi limiti.
Il passaggio ai Vigili del Fuoco delle competenze prima attribuite al soppresso Corpo Forestale dello Stato senza adeguati aumenti di organico, assegnazione di specifici mezzi, e idonei stanziamenti, sta determinando una situazione assurda e pericolosa.
Con la stessa organizzazione, anzi con meno, si pretende di fronteggiare sia l’ordinario compito istituzionale dei caschi rossi, sia ciò che veniva svolto fino all’anno scorso dal Corpo Forestale smantellato dalla riforma Madia. Con meno perché gli uomini della forestale sono stati messi in mobilità e spesso svolgono lavori completamente diversi rispetto al presidio del territorio, che di fatto non c’è più, e con i mezzi che non si possono toccare. Come si può fare? Gli uomini, inoltre cominciano a risentire di questo tour de force al quale non possono sottrarsi.

Qualcuno deve prendersi le proprie responsabilità, a partire dalla prevenzione, soprattutto in queste giornate, fino ad arrivare rivedere questo accorpamento che è evidentemente stato fallimentare e riorganizzare il servizio di soccorso.

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