11:26 pm - domenica ottobre 22, 2017

Lorenzin su Sanità in Calabria: “Meglio i conti, ma Lea sotto soglia”

210 Viewed Manuela Passarella 0 respond

Sanità, il ministro Lorenzin parla dei conti delle regioni in regime di piano di rientro o commissariate: “Migliorano i conti, ma non la qualità dei servizi ai cittadini”. Il governatore Oliverio: “E’ quello che sosteniamo da mesi”

Un cane che si morde la coda, un circolo vizioso dal quale non si può uscire, oltre al danno la beffa, con danno alla salute incorporato. E chi più ne ha più ne metta. La situazione sanitaria in Calabria ha raggiunto livelli paradossali, anche se quelli di assistenza minima, al contrario, continuano ad essere insufficienti.
A dirlo il ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin, in un’intervista all’Ansa nella quale ha denunciato che in 5 delle 8 regioni in regime di piano di rientro o commissariate, non si raggiunge la soglia minima delle cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale. Tra queste la regione Calabria: il livello minimo è 160, la Calabria raggiunge 147 punti, peggio solo la Campania ferma a 99. A fare da eco il Codacons, che chiede l’intervento della corte dei conti regionale affinché apra una inchiesta per verificare come vengono spesi sul territorio i fondi destinati alla sanità pubblica e sanzionare eventuali sprechi e usi distorti di denaro pubblico.
“Possiamo dire – ha detto il ministro – che i piani di rientro e i commissariamenti hanno funzionato sotto il profilo economico, lo stesso non può dirsi per le cure. Attraverso il sistema di monitoraggio dei Lea, il ministero verifica continuamente lo stato di salute della Sanità del Paese e in alcuni casi i progressi non sono stati molti. I commissariamenti come li abbiamo immaginati fino ad oggi hanno fatto il loro tempo. Anche perché se è importante aver rimesso in ordine i conti, a pagarne le conseguenze non possono essere i cittadini che vedono ridotte quantità e qualità delle cure, oltre a dover pagare tasse più alte”.
Qualche idea?
“Possiamo per esempio – conclude la Lorenzin – pensare di ridare alle regioni la capacità decisionale completa, senza alibi”. Ma noi come stato centrale dovremmo tempestivamente intervenire commissariando le singole aziende sanitarie a fronte di standard bassi di erogazione dei servizi sanitari ai cittadini. Vuol dire che il direttore generale, amministrativo, sanitario lo decidiamo noi dando un tempo definito per la riorganizzazione della singola azienda ed esercitando poteri sostitutivi completi”.
Che la qualità dei servizi sanitari calabresi non era adeguata se n’erano accorti un po’ tutti, rimanendo generici e senza analizzare ogni criticità presente sul territorio. Fortunatamente ora è arrivata anche la conferma ministeriale che ci tranquillizza sulle buone intenzioni governative.
Anche il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, è intervenuto sulle parole della Lorenzin. “Il ministro – ha detto il governatore calabrese – condivide le preoccupazioni e le analisi che da mesi stiamo sostenendo. Le gestioni commissariali sono state un vero e proprio fallimento. Il parziale risanamento economico, con un debito pari 54 milioni di euro, è il frutto della fuoriuscita di circa 5 mila operatori dall’interno del sistema sanitario calabrese. Ciò dimostra che non è stato messo in campo nessun processo di risanamento e di riorganizzazione strutturale”.
Ricordiamo che Oliverio ormai da tempo attende che i commissari Scura e Urbani vengano sospesi e che la sanità torni materia prettamente regionale. Chissà se è la volta buona, speriamo per tutti.

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