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Start-up, in testa Calabria e Basilicata

268 Viewed Manuela Passarella 0 respond

Lavoro, addio al posto fisso Basilicata e Calabria guidano la classifica della nascita di nuove imprese create da Under 35

Diciamocela tutta ormai alla favoletta del posto fisso e del lavoro a tempo indeterminato non crede più nessuno, salvo in rarissimi e sporadici casi.
Noi giovani abbiamo preso contezza di questa situazione e, a dispetto degli stati europei che ci definiscono i più mammoni o i più disullusi che neanche cercano un impiego, proviamo a darci da fare.
La strada è quella del fare impresa. Sicuramente rischiosa, ma almeno si tratta di una prospettiva. Ce le stiamo inventando tutte. Secondo uno studio realizzato da Unioncamere -Movimprese, aggiornato al terzo semestre 2016, la classifica delle regioni più produttive a livello di nascita di nuove imprese vede in testa Basilicata e Calabria che hanno visto nascere rispettivamente il 39.1 e il 38.5 percento di start up. A tirare sono le imprese legate al mondo online: consulenza finanziaria, cinefoto, arte creativa. Poi c’è il piccolo commercio agroalimentare e ristorazione.
Invece di chiuderci nelle nostre stanze a chattare con lo smartphone o giocare ai videogames, proviamo almeno ad inventarci qualcosa per non sperare soltanto nell’arrivo della paghetta. Quindi non è soltanto il desiderio di fare qualcosa, quanto di creare autonomia e indipendenza ed abbandonare l’idea di fare le valigie e partire.
Tutto il sud è in crescita sotto questo punto di vista, molto più che al nord dove le giovani imprese sono sotto la media nazionale, intorno al 31.1 percento. E’ vero anche che al nord sono di più le aziende che assumono, però l’attivismo delle nostre regioni potrebbe dare una scossa al sistema occupazionale del mezzogiorno, sostenuto anche da fondi europei e di investimenti a fondo perduto o a tasso zero.
Non è tutto oro quel che luccica però. Spesso a fronte di questi finanziamenti è necessario avere, come si suol dire le spalle coperte, perché non coprono l’intero importo dei progetti o per far fronte ad imprevisti e, su questo burocrazia, sistema bancario e fisco non aiutano. Molti, nonostante il rischio, però si lanciano lo stesso perché stanchi di scontrarsi con voucher, lavori stagionali, instabilità o contratti che non portano a nulla e non stimolano a spendersi al massimo. Soprattutto spesso non ci si vuole arrendere alla prospettiva di dover emigrare. Quindi siamo in crescita sì, ma si potrebbe fare molto di più.
In Calabria traina ancora è l’agrolimentare, ma secondo Confindustria è necessario snellire le procedure burocratiche e migliorare e facilitare l’accesso al credito, dal momento che i fondi pubblici sono quasi sempre lenti ad arrivare.
La ricetta potrebbe essere quella di creare corsie preferenziali che non vengono bloccate dallo sportello bancario di turno. Ovviamente è chiaro che non si può finanziare ogni progetto che viene presentato, ma facilitare le procedure, accelerarle e renderle più terrestri rispetto a quanto non siano in alcuni casi non sarebbe male.
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